FEDERAZIONE ITALIANA DELLA CACCIA - SEZIONE DI PANICAROLA MACCHIE (PG)

 
     
 

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LETTERA APERTA


Cari amici, in questi giorni non si fa altro che parlare della caccia, dopo l’approvazione da parte del Senato della modifica dell’articolo 38 della legge comunitaria, recependo quanto previsto dall’articolo 9 della direttiva comunitaria, “uccelli” numero 79/409, laddove si concede alle Regioni previo parere positivo dell’Ispra – di poter prevedere la caccia per specie e per decadi, superando l’anacronistico periodo unico 1° settembre -31 gennaio stabilito dalla legge 157/92.

Questo risveglio di animi assopito è un passaggio importante per la nostra realtà, se non altro stimola tutte le parti a riflettere e dare la giusta considerazione al ruolo che i cacciatori rappresentano per l’equilibrio ambientale. Ben vengano, quindi, le Associazioni Ambientalistiche ai tavoli di discussione per dimostrare le loro ragioni, ma voglio sottolineare che noi cacciatori siamo sensibili quanto loro alla salvaguardia dell’ambiente; il territorio rurale per noi va salvaguardato da tutti i soprusi e le violenze che subisce in continuazione per scopi che non apportano nessun beneficio alle popolazioni interessate, modificando irrimediabilmente zone di alto pregio naturalistico; non considerando, poi, il massacro che compiono alcuni “terroristi” arrecando danni immani con discariche abusive, coltivazioni intensive e quant’altro non rispetti la biodiversibilità .

Altro cavallo di battaglia di alcuni comunicatori è l’accusa rivolta ai cacciatori di essere ormai una categoria indifferente alla tutela naturalistica. Si precisa, però, che l’attuale numero di cacciatori che operano sul territorio sono circa “750.000 doppiette”, e garantiscono la tutela sia della fauna che dell’ambiente, osservando intervenendo e segnalando alle autorità casi di nefasto uso del territorio rurale.

La ragione a mio avviso è una sola. Negli anni 60, 70 e 80, ma soprattutto 70 e 80, nel pieno del boom economico che ha riempito le città e svuotato le campagne, molti cittadini attratti dal messaggio naturalistico si sono improvvisati cacciatori danneggiando l’immagine del vero cacciatore, che risiede e vive quotidianamente nel territorio rurale.
Tale trasformazione ha portato ad un diverso concetto di vita, cultura e tradizioni.

Ben vengano allora, regole condivise da tutti gli Europei; le leggi devono salvaguardare tutti i diritti dei popoli e non criminalizzare nessuno; esempio: quando viene riportato dalla cronaca “cacciatore bracconiere ha fatto…… “ è sbagliato in quanto un bracconiere è uno che uccide animali in maniera indiscriminata e principalmente a fini di lucro, mentre il cacciatore uccide sì, ma nel rispetto delle regole e per mantenere il giusto equilibrio fra le varie specie.

Per il futuro mi auguro più collaborazione con le Associazioni interessate alla salvaguardia di un bene prezioso per tutti qual è l’ambiente.
Il dialogo in un paese civile è basilare e un confronto anche serrato ed antagonista porterà, si spera, al rispetto di tutte le posizioni.

L’uomo deve essere sempre presente e regolamentare sia l’attività venatoria che le altre che operano sul territorio al fine di garantire un uso possibile e condiviso del territorio stesso.

I Governi Nazionali armonizzino, senza penalizzare nessuno, con preveggenza le leggi in materia e i Governi Regionali le recepiscano senza fraintendimenti di comodo, per il bene nostro e delle generazioni future.

Piergiorgio Meacci
Presidente della Sezione Comunale della FIDC – di Panicarola Macchie