FEDERAZIONE ITALIANA DELLA CACCIA - SEZIONE DI PANICAROLA MACCHIE (PG)

 
     
 

Siti Amici

 
   
 
Home

Il Consiglio

La Sezione

Assicurazione

Attività

Annunci

Fotogallery

Cultura venatoria

Cucina

La sezione e i suoi amici

Contattaci

Mercatino

del cacciatore

Vai al Mercatino >>

 

I tuoi acquisti di caccia su

__________________

Per visualizzare o acquistare le stampe

clicca qui >>

 

 
 

Il Morso della vipera


L'incontro con la vipera nelle nostre zone è un evento abbastanza frequente nel periodo che va da aprile a ottobre. La vipera ha una emanazione molto simile a quella di un selvatico, quindi il cane sente l'odore e avvicinandosi provoca la reazione del morso.

In genere il morso avviene nelle regioni del muso,collo e arti anteriori e provoca forte dolore con guaiti da parte del cane.

Le conseguenze del morso, semplificando molto,  si possono distinguere in due categorie:

1- Sintomi immediati  che compaiono dopo circa 10-15 minuti e sono rappresentati da grave affanno causato da difficoltà respiratoria e aritmia cardiaca, difficoltà di deambulazione fino ad arrivare allo stato di "semi incoscienza" causati da un'azione del veleno sul sitema nervoso centrale;

2- Sintomi ritardati che compaiono dopo ore o anche giorni e anche se l'animale ha superato la prima fase, e sono rappresentati soprattutto da gravi problemi del sangue, con emolisi, emorragie che danno spesso luogo a sangue nelle urine, feci, polmoni.

    La gravità dell'avvelenamento e quindi la possibilità che il cane venga a morte, dipende essenzialmente dalla quantità di veleno somministrata (dimensioni della vipera, presenza di più o meno veleno nelle ghiandole velenifere), dalle dimensioni del cane (cani piccoli sono chiaramente molto più a rischio) e dallo stato di salute del nostro animale (anziani o con patologie metaboliche già in atto sono più sensibili).

Come comportarsi: se ci si accorge subito della situazione, cioè se si vede chiaramente il momento del morso, cercare di fermare immediatamente il cane e senza correre per non accelerare la circolazione sanguigna, avvicinarsi all'auto e recarsi dal veterinario;

se invece ci si accorge solo quando l'animale comincia a manifestare i primi sintomi, se possibile prenderlo in braccio per avvicinarsi all'auto o se il cane è gia in stato di incoscienza, adagiarlo all'ombra e cercare di avvicinare l'auto il più possibile.

      La terapia che viene effettuata, visto che il siero antiveleno non è più disponibile, è solo una terapia di sostegno con somministrazione endovenosa di liquidi e di farmaci che servono a limitare le conseguenze del veleno. Anche se la morte non avviene molto frequentemente, la prognosi è sempre riservata soprattutto perchè, come già detto, possono comparire gravi episodi emorragici anche a distanza di qualche giorno dal superamento della prima crisi e a volte possono verificarsi danni epatici, renali o cerebrali permanenti.

Dott. Franco Nardi

Medico Veterinario