| Il Morso della vipera
L'incontro con la
vipera nelle nostre zone è un evento abbastanza
frequente nel periodo che va da aprile a
ottobre. La vipera ha una emanazione molto
simile a quella di un selvatico, quindi il cane
sente l'odore e avvicinandosi provoca la
reazione del morso.
In genere il morso
avviene nelle regioni del muso,collo e arti
anteriori e provoca forte dolore con guaiti da
parte del cane.
Le conseguenze del
morso, semplificando molto, si possono
distinguere in due categorie:
1-
Sintomi immediati che compaiono
dopo circa 10-15 minuti e sono rappresentati da
grave affanno causato da difficoltà respiratoria
e aritmia cardiaca, difficoltà di deambulazione
fino ad arrivare allo stato di "semi
incoscienza" causati da un'azione del veleno sul
sitema nervoso centrale;
2-
Sintomi ritardati che compaiono dopo
ore o anche giorni e anche se l'animale ha
superato la prima fase, e sono rappresentati
soprattutto da gravi problemi del sangue, con
emolisi, emorragie che danno spesso luogo a
sangue nelle urine, feci, polmoni.
La gravità
dell'avvelenamento e quindi la possibilità che
il cane venga a morte, dipende essenzialmente
dalla quantità di veleno somministrata
(dimensioni della vipera, presenza di più o meno
veleno nelle ghiandole velenifere), dalle
dimensioni del cane (cani piccoli sono
chiaramente molto più a rischio) e dallo stato
di salute del nostro animale (anziani o con
patologie metaboliche già in atto sono più
sensibili).
Come comportarsi:
se ci si accorge subito della situazione, cioè
se si vede chiaramente il momento del morso,
cercare di fermare immediatamente il cane e
senza correre per non accelerare la circolazione
sanguigna, avvicinarsi all'auto e recarsi dal
veterinario;
se invece ci si
accorge solo quando l'animale comincia a
manifestare i primi sintomi, se possibile
prenderlo in braccio per avvicinarsi all'auto o
se il cane è gia in stato di incoscienza,
adagiarlo all'ombra e cercare di avvicinare
l'auto il più possibile.
La terapia
che viene effettuata, visto che il siero
antiveleno non è più disponibile, è solo una
terapia di sostegno con somministrazione
endovenosa di liquidi e di farmaci che servono a
limitare le conseguenze del veleno. Anche se la
morte non avviene molto frequentemente, la
prognosi è sempre riservata soprattutto perchè,
come già detto, possono comparire gravi episodi
emorragici anche a distanza di qualche giorno
dal superamento della prima crisi e a volte
possono verificarsi danni epatici, renali o
cerebrali permanenti.
Dott. Franco Nardi
Medico Veterinario
|